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Perché le squadre di Licata sono gialloblù

Di Antonello Di Mino.

Oggi è domenica, una domenica di quarantena, ed è il giorno in cui lo sportivo tifoso soffre di più.
È vero! Eravamo ormai abituati a vedere lo sport, ma soprattutto il calcio, ad ogni ora e ad ogni giorno della settimana, ma per il tifoso DOC, soprattutto delle serie minori, la domenica è il giorno sacro.  Dopo il rito del pranzo domenicale, dalle ore 15.00 fino alle 17.00 era il periodo dello stadio. Suoni, bandiere, urla di gioia e di delusione, accompagnano il tifoso in queste due ore di tranche agonistica.




Ma vi siete mai domandati perché i colori delle società sportive licatesi sono gialloblù? Beh se non lo sapete ve lo spieghiamo.
Il calcio è lo sport di squadra più amato in Italia, è di origine anglosassone e incominciò a svilupparsi in Italia prima nelle zone di mare, dove sbarcavano i marinai provenienti dal nord Europa. Infatti la prima squadra italiana è del 1893, il Genoa, che ha mantenuto il nome inglese dato alla squadra.
A Licata il calcio inizia a diffondersi alla fine degli anni ’20, quando il porto era un crocevia importante di traffico marino dello zolfo, estratto dall’entroterra. Coloro che diffusero il soccer a Licata furono dei marinai svedesi, e quindi quando nacque la prima società sportiva calcistica a Licata, era il 1931, la scelta dei colori sociali fu facile: il giallo e il blu. Colori che, oltre che rappresentare i colori ufficiali della Svezia, rappresentavano quelli delle attività produttive di Licata, il giallo come lo zolfo e il grano, il blu come il mare e il pesce.

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