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La “Privacy” al tempo del coronavirus

Sempre e comunque.
I primi casi di coronavirus a Licata hanno scatenato l’ovvia caccia alle streghe.
Anche sapendo chi siano le persone positive al virus, questo non vi aiuterebbe ad essere al sicuro, dovreste semmai ricostruire tutti i loro spostamenti e le persone con cui sono state a contatto. Per questo ci sono infatti persone addette allo scopo e di mettere la popolazione in sicurezza.
Sapere chi siano le persone positive al virus, vi servirebbe semplicemente per soddisfare la vostra curiosità.




E magari, ad essere turbate per la loro sicurezza, sono anche quelle persone fuggite dal nord Italia, cosa che hanno magari nascosto, e magari non si sono messe in quarantena. Perché non lo hanno fatto? Per timore di essere additati.
Perché il punto è proprio questo.
Semmai, devono essere le stesse persone che hanno contratto il virus ad annunciarlo alla popolazione, sobbarcandosi (in molti casi) chilate di ignoranza.

E poi lo sciacallaggio, in questi tempi soprattutto è un atto ancora più grave.
Perché, dopo il primo caso di coronavirus a Licata, in dieci minuti erano già venti i sospettati, gli inquisiti, gli untori. Spero solo che non vi rendiate conto del male che potreste fare alle persone, positive o no, solo per il semplice fatto di additarle, non come persone da aiutare ma come colpevoli, come untori.

La speranza è quella che, quando questo periodo così complicato sarà finito, riusciamo tutti ad essere un po’ più maturi.

Sono per il rispetto della Privacy. Sempre e comunque.

Luca Castrogiovanni

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