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Identità Siciliana affidata a un leghista. A me non mi può “calare”

Di Luca Castrogiovanni.

Chi mi conosce sa.
Sa della mia avversione verso un movimento, la lega nord, che per oltre vent’anni ha insultato la mia identità siciliana.
Sembra essere Stefano Candiani, assessore designato ai Beni Culturali e Identità Siciliana, che a quella lega appartiene.
Nato a Busto Arsizio (Varese) è militante del carroccio già negli anni 90, gli anni in cui i terroni dovevano lavarsi, anni in cui si chiedevano carrozze dalla metro solo per milanesi. Anni in cui non si affittava ai meridionali, anni in cui bisognava bloccare i professori provenienti dal Sud. Anni in cui si incitava il Vesuvio o l’Etna ad eruttare e lavarci con il fuoco.
Io non posso dimenticare tutto questo. Non posso accettare che la mia, e di cui vado fiero, Identità Siciliana (o terrona come avrebbe detto lo stesso neo assessore fino a qualche tempo fa), sia affidata a chi, per oltre venti anni l’ha infangata.




Con la Sicilia non ha nessun legame, non conosce nulla di noi. Il suo unico rapporto è quello di essere stato nominato, dal suo partito, commissario della lega per la Sicilia.
Non è solo questo a renderlo inadatto: c’è un curriculum evanescente, vuoto, il nulla. Non un titolo di studio che possa “giustificare” la sua nomina, nessun master o competenza specifica.
Perché affidarla a lui? Proprio non lo capisco.

Non voglio farne una questione prettamente politica: chi mi conosce sa quanto reputi inconsistente politicamente la lega, a parte slogan e Meme, c’è veramente poco di cui discutere.
È un’avversione che nasce per motivi di “orgoglio terrone”, dato che io sono fiero di essere siciliano.
È una nomina insensata per la mancanza di compentenza. È una nomina che lascia senza parole gli archeologici e addetti ai lavori.
È una nomina che mi spezza il cuore se penso che, prima del tragico incidente, quella poltrona era stata occupata da Sebastiano Tusa.
Tusa si che era adatto a quel ruolo: competente, umano e siciliano. Lui si cha amava la Sicilia e lavorava per darle un futuro migliore.
Perché le nomine devono essere scelte di cuore, non scelte politiche.

Chi mi conosce sa come avrei terminato queste parole se fossero state scritte come post su Facebook.

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