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Per questo ricordarlo è importante.
Perché Ernesto Licata ha dato un contributo altissimo per la sua città.
Negli anni 60 ha condotto battaglie in favore di Licata; è il 1967 quando nasce il movimento per l’acqua, movimento guidato proprio da Ernesto.
Sono gli anni in cui i licatesi protestano seriamente non solo per la mancanza cronica dell’acqua, ma per avere una città migliore. È infatti anche grazie alla sua azione che si giunge allo “sciopero del voto”, quando la città, in segno di protesta, in massa diserta le urne.
Aspettative probabilmente deluse negli decenni successivi dalle classi politiche che si sono succedute; del resto siamo nella terra del Gattopardo, la terra dove “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”.




E forse anche per questo motivo, nel 1994, sostenuto dalla società civile, viene eletto sindaco di Licata. Sono le prime elezioni in cui i cittadini scelgono direttamente il Sindaco, durante la sua legislatura, è stato evidente e palpabile lo sviluppo culturale della città. Dalla riqualificazione di diverse zone ai numerosi eventi che hanno portato per le vie di Licata parecchie persone.
Ma era soprattutto una brava persona, questo è quello che emerge dalle parole dei tanti che lo hanno conosciuto e che gli hanno voluto bene.

Grazie ad Ernesto Licata la città ha conosciuto alti momenti di lotta e di crescita culturale.
Si è spento ieri all’età di 96 anni, oggi dalle 17:00 alle 19:00, presso la camera mortuaria La Sfinge sarà possibile rendergli l’estremo saluto.

 

(Fonte foto: Facebook)

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Non bisogna mai abbassare la guardia, nonostante gli ottimi risultati che il movimento che si batte contro le trivelle è riuscito ad ottenere.
È infatti grazie alle lotte condotte dalla comunità licatese che il progetto di trivellazioni, previsto a largo delle nostre coste, è stato fermato.




Eni ha si ridimensionato il progetto Off-Shore Ibleo, ma non ha ancora del tutto abbandonato la possibilità di realizzare un’opera assolutamente dannosa per la nostra collettività, senza ricadute favorevoli in termini economici e di lavoro.
A fianco della lotta portata avanti dai licatesi, si è schierata (da sempre) Greenpeace Italia, e domani 30 maggio sarà presente in città per incontrare le Amministrazioni oltre che associazioni, imprenditori e cittadini. L’incontro si terrà domani alle 16:30 presso il Palazzo di città di Licata.

Ancora una volta, bisogna ribadire l’assoluta contrarietà ad un progetto che ai licatesi non porta nessun beneficio, semmai porta con se rischi concreti, come possibili disastri ambientali, oltre che ripercussioni negative sui comparti lavorativi della città.

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Ci sono giunte alcune segnalazioni in merito al nostro articolo sull’intitolazione a Comiso, di una via dedicata a Rosa Balistreri. Nel nostro articolo si sostiene che a Licata non ci sia nessuna via intitolata alla cantante. Ci siamo sbagliati e grazie alle vostre segnalazioni confermiamo l’esistenza di via Rosa Balistreri a Licata, una traversa di via Campobello.




Crediamo che in un’ottica di valorizzazione più ampia di Rosa Balistreri, intitolarle una via importante non sarebbe una cattiva idea. Una via da cui si possa poi accedere a quelli che sono stati i suoi luoghi. Rosa, a nostro avviso, dev’essere una risorsa e un modello per Licata. Ringraziamo inoltre Mel per essersi interessato al “caso”. La foto dell’articolo è del suo “reportage”, dove tra l’altro segnala una segnaletica non proprio chiara.

 

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La mafia non è viva solo il 23 maggio.  
Non è una montagna di merda solo il 9 maggio. E non bisogna sconfiggerlo solo il 19 luglio. Perché la mafia fa schifo sempre.
 




 
Dopo quel 23 maggio 1992, ad essere distrutta è stata anche la nostra coscienza. La Sicilia doveva reagire e ribellarsi. Cosa che in parte è anche successa. In parte. Perché il 23 maggio è stato gradualmente sottratto ai siciliani a cui la mafia fa schifo ogni giorno. A chi la mafia la combatte ogni giorno, nelle piccole e grandi cose. Il 23 maggio è di chi denuncia il pizzo, appartiene a chi non cede ai ricatti. A chi si ribella, a chi vuole che le cose possano cambiare veramente. A chi porta avanti le idee delle persone che la mafia ha ucciso. 
La commemorazione della strage di Capaci, in cui hanno perso la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, troppo spesso è stata confusa per una passerella su cui esibirsi. Dai politici di turno, gente da cui lo stesso Falcone avrebbe probabilmente diffidato. Da gente che lo ha accusato quando era in vita, da personaggi complici della sua uccisione e dei successivi depistaggi.

Giovanni Falcone e tutte le altre vittime di mafia devono essere ricordate ogni giorno, portando avanti le idee che, nei giorni delle commemorazioni, condividiamo sui social. Combattendo la mafia con i fatti, ogni giorno, già dalle piccole cose. È importante diffonderle queste idee, perché non li hanno uccisi solo se le loro idee andranno avanti sulle nostre gambe.

A Giovanni, Francesca, Rocco, Antonio, Vito

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La città di Comiso dedica una via alla nostra Rosa. 
A renderlo noto è stato Mel Vizzi, tramite la sua pagina Facebook. Comiso è solo l’ultima di altre città che a Rosa Balistreri hanno intitolato strade; a Palermo, oltre alla via con il suo nome, a Rosa hanno anche dedicato un roseto.
 




 
Via Rosa Balistreri esiste però anche in altre città della Sicilia: Catania, Gela, Campobello di Licata, Vittoria, Erice, Santa Ninfa e Fiumefreddo di Sicilia, almeno queste sono quelle che abbiamo individuato.
Un ulteriore segno della grandezza di Rosa, comprovata anche dall’iscrizione nel “Registro delle Eredità immateriali della Sicilia – Libro delle pratiche espressive  e dei repertori orali”.
Rosa ancora oggi viene cantata da tantissimi artisti, anche di fama internazionale, è la sua stessa vita ad appassionare ed incuriosire. 

E dedicarle una via a Licata? Non ci sembra una cattiva idea.

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Una battaglia che ci sta a cuore, quella condotta dai licatesi contro il rischio delle trivellazioni.
Trivellazioni che, come abbiamo più volte ribadito, non portano nessun beneficio alla nostra città, semmai solo danni, con la perdita di posti di lavoro oltre che rischi per la salute.
 




 
Ieri a Roma si è svolta l’assemblea generale degli azionisti di ENI, presente anche rappresentati del comitato NoTriv di Licata. 
Ai vertici di ENI sono state poste alcune domande, tra cui: aggiornamenti sullo stato dei lavori, sul rispetto delle prescrizioni ministeriali a seguito della Valutazione di impatto ambientale, sulle numerose modifiche apportate rispetto al progetto originario, sul perché della rinuncia allo sfruttamento del campo Panda, sugli aspetti economico-finanziari, sul rapporto costi-benefici, e sul se, e in che misura, fosse stata affrontata la questione dell’impatto sull’economia dei territori coinvolti. Da ENI risposte evasive che denotano anche idee parecchio confuse sul progetto in se stesso, sullo stato dei lavori e sui tempi di realizzazione degli stessi, sui benefici previsti a fronte di un investimento di 850 milioni.
 




 
L’offshore ibleo nasce, come riportato nel comunicato del comitato NoTriv di Licata, “dall’esigenza di mantenere un presidio sui nostri terrori, in modo che i petrolieri continuino a far sentire la loro presenza alle comunità locali e per motivi di natura meramente speculativa, in una prospettiva i cui benefici economici sono tutti da dimostrare, mentre certo è l’impatto devastante sull’ambiente e sull’economia dell’area”.

Le battaglie condotte dai licatesi non sono state dunque vane, anzi è proprio grazie alla mobilitazione di tutta la città che il progetto si trovi ancora in una fase confusionale, motivo per cui occorre non abbassare la guardia, perché solo così riusciremo a salvare il nostro mare. E proprio in quest’ottica, a breve il comitato NoTriv organizzerà altre iniziative.

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A seguito del nostro articolo sulla denuncia per aver abbellito un cortile, riteniamo di fare qualche puntualizzazione.
Intanto non è nostra intenzione diffamare nessuno; all’interno della notizia non accusiamo nessuno ma restiamo sul generico.
In un messaggio ricevuto sulla nostra pagina Facebook ci dicono che i motivi della denuncia sarebbero altri e non legati all’abbellimento del cortile.
 




 
La nostra “colpa” nel descrivere l’articolo può solo essere quella di essersi fatti trasportare emotivamente conoscendo Gianluca, è normale poi che certi titoli sorbiscono anche certi effetti. Ci siamo attenuti a quello che abbiamo letto nell’articolo, tratto da una fonte che comunque può essere definita attendibile.
Siamo inoltre per la legalità, se sono stati commessi degli illeciti, vista la multa della polizia Municipale, c’è poco da difendere, regola che applichiamo per chiunque.

Inoltre siamo disponibili ad approfondire la vicenda, a dare a chiunque il diritto di replica, a raccogliere le versioni di tutti, solo se però queste possono avere un nome.

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Siamo ovviamente al paradosso.
Nel mondo che funziona dovrebbero essere denunciati coloro che sporcano, abbandonano rifiuti per strada, danneggiano gli arredi urbani.
E invece no. A Licata succede che un onesto lavoratore decide di rendere più bello un posto altrimenti lasciato nel degrado. E come ringraziamento viene denunciato dal vicino.
 




 
Protagonista di questa triste storia è Gianluca Graci, imprenditore e titolare della Fauzzeria, nonché nostro amico, persona per cui proviamo grande stima. 
Titolare di una pizzeria nel centro storico, Gianluca decide di rendere più bello il cortile che utilizza anche per la sua attività. Ha sostenuto le spese senza chiedere nulla a nessuna, la risposta di un vicino è stata quella di denunciarlo. Sembrerebbe che il “genio” avrebbe gridato: “qui non siamo ne a Taormina nemmeno a Cefalù”, chiamando la polizia Municipale che ha elevato una multa, non conosciamo la motivazione.
Se lei, caro vicino, vuole vivere nel degrado è bel lieto di farlo, lo faccia dentro casa sua, le città dovrebbero in realtà essere pulite.

A Gianluca tutta la nostra stima, al vicino diciamo che anche noi cerchiamo, nel nostro piccolo di rendere questo posto più bello.
Denunci anche noi.

Fonte notizia: licatanotizie.net
Fonte foto: Facebook

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Che il mare di Licata conservi ancora molti tesori è fatto noto.
Sono già diversi i reperti rinvenuti durante le campagne si scavo, sia a terra che subaquee, ancora tanti altri devono essere rinvenuti. Apprendiamo dalla pagina Facebook del gruppo Finziade di un prezioso ritrovamento.
 




 
“Da oggi, anche il Museo del Mare di Licata ha un suo prezioso.
Si tratta di una gemma in pasta vitrea in eccezionale stato di conservazione, recuperata durante lo scavo subacqueo eseguito presso la secca della Poliscia di Licata nel 2017.
La Gemma di forma ellittica, delle dimensioni di 1 cm, è stata ritrovata durante l’analisi in laboratorio dei reperti più piccoli finiti nel vaglio della Sorbona (strumento che viene utilizzato per aspirare i sedimenti del fondale).
La Gemma, incastonata in un gioiello purtroppo non rinvenuto (probabilmente un anello, un orecchino o una collana) presenta impressa una figura umana seduta e pensante, con il braccio sinistro tra le gambe e la mano destra portata al mento. 
Il reperto si data con molta probabilità al II-I secolo a.C.
Ulteriori informazioni saranno disponibili a breve in un articolo a firma di Fabio Amato pubblicato su Sicilia Archeologica”.

Vi terremo informati.

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Nella Cestistica ha fatto i primi tiri a canestro, anche le prime vittorie, come nella stagione 2005/2006 con i titoli regionali Esordienti e Under 13. Ilaria Milazzo, oggi atleta della Pallacanestro Torino, che milita nel massimo campionato femminile di basket, è stata eletta miglior giocatrice italiana per la stagione 2018/2019.
 




 
Dopo la Cestistica approda nelle giovanili dell Lazur Catania, vincendo il titolo nazionale Under-15. Nella stagione successiva si trasferisce a Priolo, dove vince il torneo giovanile dei Giochi delle Isole. Vince il campionato regionale con le giovanili della Rainbow Catania e il titolo Under-19. Nel 2013 viene convocata nella nazionale Under -20, partecipando ai campionati europei vincendo l’argento e il bronzo l’anno successivo. Dopo 3 anni in Umbria nel 2017 approda alla Pallacanestro Torino, con cui è arrivato il prestigioso riconoscimento.

Ad Ilaria arrivano le congratulazioni di tutti noi.

(Foto: pagina Facebook Cestistica)